I servizi di biblioteca in carcere

Sono molte le esperienze di collaborazione tra le reti bibliotecarie territoriali e le biblioteche presenti nelle case circondariali o di reclusione.

Spesso le biblioteche carcerarie chiedono alle reti bibliotecarie il prestito di libri o di video per le persone detenute, di frequente richiedono risorse in lingue diverse dall’italiano. In tali casi una delle difficoltà maggiori consiste nel fatto che all’interno del carcere, negli spazi a cui possono accedere i detenuti (anche nei locali della biblioteca), non è consentita la presenza di strumenti informatici collegati in qualsiasi modalità con l’esterno, ad esempio attraverso la rete internet; risulta pertanto impossibile consultare il catalogo on-line della rete bibliotecaria, verificare la disponibilità di documenti bibliografici ed eventualmente richiederne il prestito. 

Grazie alla collaborazione della Casa circondariale di Vicenza e della Rete delle biblioteche vicentine (in particolar modo di Chiara Peruffo della Biblioteca Bertoliana di Vicenza), abbiamo realizzato uno strumento che permette, attraverso procedure semplici, di installare e aggiornare su PC presenti nel carcere una copia off-line dell’OPAC della rete bibliotecaria, in modo da permettere alle persone che fruiscono dei servizi bibliotecari del carcere (detenuti, ma anche personale interno), di effettuare ricerche bibliografiche, verificare la presenza nelle biblioteche della rete di risorse desiderate e richiederne il prestito.

Si tratta di una versione speciale di DNG che può funzionare off-line, cioè attraverso browser senza che sia disponibile una connessione alla rete internet. In pratica, Comperio mette a disposizione con cadenza periodica  una copia del catalogo utilizzabile dal DNG off-line; tale copia viene caricata sui PC della biblioteca del carcere attraverso una semplice chiavetta USB

Questa particolare versione di DNG è stata configurata prestando adeguata attenzione alle procedure di sicurezza nelle varie fasi della comunicazione, grazie alle indicazioni dei responsabili del carcere. Ma in particolare è curata l’usabilità dello strumento, attraverso la predisposizione di canali informativi personalizzati rispetto alle esigenze della popolazione carceraria, soprattutto per quanto riguarda le lingue e i generi dei documenti bibliografici.

L’importanza dei servizi bibliotecari in carcere è stata ampiamente riconosciuta anche dall’AIB, il 28 dicembre 2017 è stato rinnovato il protocollo d’intesa tra l’Associazione italiana biblioteche e il Ministero della Giustizia. Il documento ha lo scopo di “fornire un quadro normativo unico a quanti si occupano a vario titolo di biblioteche penitenziarie, così da avere un modello di riferimento applicabile alle diverse realtà territoriali”, e di favorire “l’accesso al patrimonio librario e multimediale da parte dei detenuti anche attraverso appositi sistemi di consultazione informatizzata del catalogo”.

Siamo dunque soddisfatti di poter contribuire con questo nuovo OPAC all’integrazione tra servizi bibliotecari carcerari e biblioteche del territorio.